Carrello

Nessun prodotto nel carrello.

Seleziona una pagina

L’insostenibile leggerezza del fast fashion

27 Nov, 2019Sostenibilità

di Alessandra Petroselli

C’erano una volta…le collezioni di abbigliamento autunno/inverno e primavera/estate. No, non è l’inizio di un bel racconto ma la storia di come il settore della moda, trainato dal fast fashion, sia diventato la seconda industria più inquinante al mondo dopo quella del petrolio, trasformandosi in un sistema con un impatto ambientale insostenibile.

Cos’è e come funziona

L’espressione fast fashion identifica il business dell’abbigliamento alla moda, di dubbia qualità e a prezzo conveniente che viene realizzato a ritmi velocissimi, grazie a una strategia di produzione rapida ed economica, che accorcia tempi e costi di tutte le fasi di lavoro.

In questo modo, il fast fashion ha imposto il superamento del ciclo stagionale della moda, per rilasciare nuove creazioni mediamente ogni mese, immettendo sul mercato prodotti con un ciclo di vita di poche settimane.

Inondando gli scaffali di articoli sempre nuovi e a prezzi accessibili a chiunque, questo sistema da un lato risponde al desiderio di chi vuole essere sempre in linea con le ultimissime tendenze, spendendo pochi euro, e dall’altro funziona da richiamo, perché invoglia i consumatori a entrare in negozio, o a visitare gli store online, con una frequenza sempre maggiore, anche solo per dare un’occhiata ai nuovi arrivi.

Inoltre, l’utilizzo di fibre di bassa qualità riduce la durata dei capi di abbigliamento, che finiscono per deteriorarsi molto più velocemente di quanto accadesse in passato.

Si tratta, quindi, di un meccanismo che si autoalimenta in un circuito di domanda/offerta, per espandersi continuamente, aumentando le vendite e massimizzando i profitti.

fast fashion vetrina ecophylla

Modello culturale

Ma il fast fashion oltre ad essere un modello economico è anche un fenomeno socio-culturale che, se da un lato ha portato a una democratizzazione delle moda, facendola diventare alla portata delle tasche di tutti, dall’altro ha anche introdotto una cultura della moda usa e getta.

La facilità di acquisto, dovuta alla moltiplicazione parossistica dell’offerta e all’abbassamento dei prezzi, unita alla gratificazione di poter comprare qualcosa di nuovo in qualsiasi momento e senza reale necessità, ha ridotto la consapevolezza dei consumatori su quali siano le conseguenze di tutto ciò.

fast fashion flat photography ecophylla

Costi ambientali e sociali

Il vero costo del sistema moda è enorme, sia in termini ambientali che di diritti umani.

L’industria dell’abbigliamento è responsabile dell’emissione di circa 1.2 miliardi di tonnellate di CO2 e del consumo di 98 milioni di tonnellate di risorse non rinnovabili e di 93 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno.

All’inquinamento generato in fase di produzione si somma poi quello prodotto per lo smaltimento dei tessuti. Solo una piccolissima parte degli abiti dismessi infatti viene riciclato. Così, la quantità di capi buttati cresce vertiginosamente, e il problema sta non solo nel volume che si accumula nelle discariche e finisce negli inceneritori ma anche nella tipologia dei tessuti, per la maggior parte composti da fibre sintetiche.

Quello sull’ecosistema, però, non è l’unico impatto devastante dell’industria del fast fashion.

Un modello di business che si fonda sull’aumento della produzione a costi sempre più bassi ha inevitabilmente effetti nefasti anche per le persone impiegate nelle varie fasi di lavorazione.

La filiera tessile, infatti, si è spesso rivelata particolarmente esposta a rischi per quanto riguarda lo sfruttamento della manodopera e le condizioni di salute e sicurezza in cui operano i lavoratori.

SHS_Stat_1_Patch_AW_1 ecophylla
Source: OXFAM

Cosa possiamo fare

Prendere coscienza di ciò che c’è dietro i capi d’abbigliamento che indossiamo, di come sono prodotti e da chi, è il primo passo per riflettere di più sui nostri acquisti, ripensando le nostre abitudini per imparare a comportarci con meno leggerezza.

Nessuno ci chiede di rinunciare a comprare un nuovo paio di jeans quando ci serve o al piacere di fare shopping. Possiamo però farlo con più attenzione per prenderci cura dei diritti di tutti.

Come? Qualche idea ve la diamo noi con la nostra Top Five di consigli per una moda responsabile e sostenibile!

  1. Less is more: una filosofia di vita doppiamente utile perché ci dà la possibilità di scegliere prodotti di qualità migliore, che perciò dureranno più a lungo, e di avere poi quantità minori di tessuti da smaltire una volta finito il loro ciclo di vita.
  2. Piccolo è bello: acquistare da piccole imprese, magari a carattere artigianale, è in genere garanzia di contribuire a far crescere realtà imprenditoriali sane e virtuose.
  3. Second hand: mercatini dell’usato, negozi di vintage, swap parties, sono tanti i modi per dare ai vestiti una seconda opportunità e rinnovare il guardaroba in base ai principi dell’economia circolare.
  4. No agli acquisti d’impulso: una regola d’oro che vi eviterà di sprecare denaro e di far esplodere il vostro armadio di cose di cui non avete bisogno.
  5. Sapere è potere: se le persone hanno potere, come canta Patti Smith, è perché hanno la possibilità di informarsi per prendere decisioni consapevoli. Perciò informiamoci sui brand e le politiche che adottano dal punto di vista ambientale e sociale e comportiamoci di conseguenza.

Partendo da quello che scegliamo o non scegliamo di comprare possiamo spingere le aziende dell’industria della moda ad agire nel rispetto sia delle persone che dell’ambiente per creare un futuro più etico e sostenibile per ognuno di noi.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

World Oceans Day: la giornata per salvare il Pianeta Blu

“E se ti dicessi che c’è un’essenza su questo pianeta così potente che può sostenere tutte le forme di vita? Un’essenza che può catturare il carbonio, regolare il clima e nutrire l’umanità, fornendo al contempo nuovi modi per guarirci, connetterci e portarci...

Giornata Mondiale delle api – Bee engaged per il World Bee Day!

Sapevi che le api hanno una giornata a loro dedicata? Non sono molti gli animali che possono vantare lo stesso, e le api meritano sicuramente questa attenzione perché hanno un ruolo vitale per mantenere in salute noi e il pianeta.

10 Modi per riutilizzare i vasetti di Ecophylla Eticosmesi

Hai mai pensato che, una volta terminata la tua crema viso, invece di gettare il vasetto nella raccolta differenziata, potresti riutilizzarlo in modo creativo e anche funzionale? Se hai acquistato la nostra nuova crema viso al Q10 e Oli Rari, avrai letto nella parte...

Fai una cosa oggi per aiutare a preservare la biodiversità del mondo!

#DoOneThingToday è l’hashtag della campagna di comunicazione che oggi 3 marzo ci invita tutti a mobilitarci in occasione della Giornata Mondiale della Vita Selvatica, istituita nel 2013 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per celebrare e sensibilizzare sul mondo di piante e animali a rischio di scomparsa.

Burro di mango – Concentrato di benessere

Se dal punto di vista nutrizionale il mango è un vero concentrato di benessere, grazie al notevole contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti, le stesse qualità lo rendono un prodotto davvero straordinario in campo cosmetico. Dalla spremitura del nocciolo del suo...

Educazione: l’investimento migliore per una società inclusiva e sostenibile

24 Gennaio: Giornata Internazionale dell’educazione. Celebriamo uno dei diritti fondamentali dell’uomo, ed uno dei più preziosi.

L’Ora della Terra – Facciamo riposare il pianeta

Sabato 28 marzo, dalle ore 20:30 alle 21:30, avremo tutti un appuntamento importante, quello con il nostro pianeta. Earth hour 2020

Olio di Melograno: scopri il potere del frutto della vita per la pelle

L'albero del melograno e soprattutto il suo frutto, è sempre stato in tutte le culture ed in tutte le epoche simbolo di abbondanza, bellezza e fertilità, tanto da essere definito come “il frutto della vita”. Era già conosciuto dagli antichi egizi che lo usavano per...

Come ridurre la nostra produzione di CO2

6 idee su come ridurre la nostra produzione di CO2 e la nostra impronta ecologica

Il Coenzima Q10 – Un potente alleato della nostra pelle

Il Coenzima Q10 è un componente naturale di tutte le cellule umane. Il suo nome scientifico, Ubiquinone, deriva proprio dal fatto di essere “ubiquitario”, cioè presente ovunque all'interno degli organi.Chimicamente appartiene ad un gruppo detto ubichinone (o vitamina...